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Giovanni Mangione #3

L'attivitŕ di relatore

Nel 1977 Mangione fu invitato come relatore al Convegno italo ungherese - promosso dall'Accademia d'Ungheria in Roma nella persona del suo direttore, il prof. Aladár Kis - sul tema "Il Metodo Kodály in Italia".
Fra gli illustri relatori italiani era presente il caro Maestro Roberto Goitre, che il Senatore M° Andrea Mascagni convinse facilmente a non assimilare il proprio metodo a quello di Kodály, ma a denominarlo "Cantar leggendo". Tra i relatori ungheresi č impossibile non ricordare il dott. László Eösze che divenne poi amico fraterno di Mangione. Il prof. Kis visitň in seguito il Centro fiorentino e in varie occasioni dimostrň di apprezzarne molto l'opera. Infatti i numerosi saggi di fine anno in Palazzo Vecchio e nel Palagio di Parte Guelfa mettevano bene in luce il valore di questa pedagogia.
Nella stagione operistica 1977-78 gli allievi del Centro parteciparono ad eventi artistici dě alto livello, come il Werther di Massenet diretto da Georges Prétre al Teatro Comunale di Firenze, trasmesso dal terzo canale della Radio Italiana.
Inoltre la Pro Civitate Christiana di Assisi invitň Mangione ben quattro volte fra il 1978 e il 1980 perché tenesse dei corsi per insegnanti di musica sulla pedagogia di Kodály.

Un nuovo libro

Nel 1981 un coraggioso editore, Robert Held, per Acquafresca Editrice pubblicň il secondo lavoro di Mangione dal titolo "La riscoperta della musica attraverso il Metodo Kodály", corredato da due dischi nei quali sono incisi tutti gli esempi musicali cantati dagli allievi del Centro stesso. Tra le numerose recensioni č di particolare rilievo quella della Prof. Erzsébet Szönyi, pubblicata sul Bollettino della International Kodály Society del 1982, mentre i professori László ed Erika Agócsy, il dott. László Eösze, il dott. Peter Erdei, direttore dell'Istituto Pedagogico Zoltán Kodály di Kecskemét, la prof. Erzsébet Hegyi e il marito dott. Dezsö Legány espressero per lettera il loro vivo compiacimento. Del resto, basterebbe leggere i titoli dei testi consigliati dall'Autore per un approfondimento della concezione filosofico-musicale di Kodály per avere un'idea di quanto studio sia stato necessario per un approccio serio al suo pensiero 10.
In Italia il libro ottenne il plauso di alcuni docenti universitari come Diego Maltese dell'Universitŕ di Roma e Mario Fabbri dell'Ateneo fiorentino.

Il centenario della nascita di Zoltán Kodály

Nel 1982, in occasione del centesimo anniversario della nascita del Musicista, la Repubblica d'Ungheria conferě a Mangione il Diploma Kodály. Egli non permise che in Italia il centenario passasse senza essere degnamente celebrato. Cosě organizzň, in collaborazione con il Comune di Firenze, un'importante manifestazione a Palazzo Vecchio. Ad essa prese parte l'Ambasciatore d'Ungheria János Szita insieme al nuovo direttore dell'Accademia di Ungheria in Roma prof. Ferenc Merényi, mentre il dott. Eösze tenne due conferenze, una delle quali aveva come titolo "Kodály compositore, scienziato e pedagogo".
Nell'intervista rilasciata alla RAI durante il ricevimento in onore degli ospiti ungheresi, Mangione ebbe modo di sottolineare il significativo ruolo del canto - confermato dalle piů recenti acquisizioni scientifiche 11 - nello sviluppo psichico del bambino quando č ancora nel grembo di sua madre. Nei giorni successivi egli svolse tre lezioni dimostrative per una "Panoramica degli aspetti pedagogici e didattici della proposta Kodály".

 
10 G. Mangione, o.c.p. 127 s

11 E Benassi, Quando l'inizio della vita č accompagnato dal canto, relazione tenuta al Congresso scientifico internazionale sul tema: "Vita prenatale e sviluppo della personalitŕ", Roma, 3-5 Aprile 2002.

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